TEATRO CAMPLOY. Oltre 300 spettatori per la registrazione dello show destinato a RaiDue
Laura Pausini e Ferro,
attenti a quei «Due»
Liofredi, direttore della seconda rete Rai, entusiasta della location Mazzi: Pensiamo a tre puntate ma gli artisti sono ancora da definire
Un teatro, due artisti di livello internazionale, 4 tir di materiale per lo spettacolo, 100 persone coinvolte, oltre 300 spettatori. Sono i numeri di Due, lo show di RaiDue registrato ieri pomeriggio al teatro Camploy, protagonisti Laura Pausini e Tiziano Ferro. Scritto da Sergio Rubino e Paolo Biamonte, Due è curato dal manager veronese Gianmarco Mazzi, direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo. La regia è affidata a Gaetano Morbioli, già autore di diversi videoclip e live di Tiziano e Laura.
«Questa prima puntata andrà in onda in prime time, alle 21.05, l’8 dicembre su RaiDue», annuncia Mazzi. «Sono contento perché a questo progetto hanno collaborato molte entità veronesi, oltre a Morbioli. E sono ancora più soddisfatto per la scelta della location. Parlavamo di Due già quest’estate, il direttore di RaiDue, Massimo Liofredi ed io, quando ancora lui non era stato designato alla direzione. Discutevamo di uno show senza conduttore: cosa non semplice, se pensate che gli artisti devono gestirsi da soli, sul palco, senza qualcuno che detti loro i tempi. È una sfida anche per loro…Bella idea, abbiamo pensato. E abbiamo ipotizzato tre puntate, con artisti che dobbiamo ancora definire; anche perché il formato li impegna così a fondo che tra loro dev’esserci stima, fiducia, affinità… Sono rapporti complessi che ci obbligano a scelte ben precise, da definire ora per ora. I nostri “strilli” per il lancio dello show sono stati: “inizia lo spettacolo della musica” e “due: raddoppia l’emozione”. Come è nata l’idea del Camploy? Avevamo ipotizzato l’auditorium di Napoli oppure il teatro della Vittorie a Napoli. Poi, un giorno, ho suggerito il Camploy perché, se fosse a Roma o a Milano, sarebbe già utilizzato come studio televisivo».
E il direttore Liofredi a vedere il teatro in via Cantarane è venuto davvero.
«Mazzi mi ha incuriosito e guardando il teatro mi sono subito reso conto che si prestava moltissimo a una novità televisiva come Due: uno show senza conduzione, con due cantanti sul palco, dal vivo, con le rispettive band. Al Camploy ho immaginato che potesse nascere davvero qualcosa di nuovo per la tv. L’altro giorno, durante le prove, ho visto i due artisti che si sono emozionati interpretando le loro canzoni. Ho visto Tiziano Ferro con le lacrime agli occhi, dopo aver cantato in duetto con Laura Vivimi. E ieri ho capito come la struttura del teatro abbia contribuito ad aumentare l’emozione della musica, grazie a quella che io chiamo “muraglia umana”: il pubblico disposto come in anfiteatro, come in un’arena, davanti al palco. Spero che questo sia solo il primo di una serie di progetti musicali che vorremmo portare avanti, in linea con lo stile della nostra Rete: dare spazio alla musica, un linguaggio universale».
«In uno spettacolo come Due», commenta orgoglioso Mazzi, «crediamo di aver tirato fuori l’anima da due artisti di livello come Ferro e Pausini». Inevitabile, con due nomi del genere, la ricaduta a livello nazionale, come nota Giampaolo Savorelli, responsabile della programmazione artistica del comune. «È la prima volta che il Camploy viene utilizzato per riprese su una rete nazionale. È una grande occasione per la città e per un luogo che da sempre ha una vocazione alternativa, nel senso della proposta di teatro non tradizionale, innovativa».
Molto favorevole all’idea di un Camploy come «set televisivo» è anche l’assessore alla Cultura, Mimma Perbellini. «L’idea mi ha trovato subito entusiasta. E poi la presenza di Ferro e della Pausini prosegue il discorso artistico di questa estate, visto che entrambi sono passati con il loro tour dall’Arena. È una città, la nostra, che ormai si caratterizza, al di là della lirica, anche per la presenza di star della musica leggera nel panorama nazionale. La ricaduta su Verona sarà dunque positiva, sia dal punto di vista economico che culturale». G.BR.
Giovanni!